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L’ARCHIVIO

Storia

L’Archivio della famiglia Sipari (AFS) si è formato in seguito alla costruzione dell’omonimo palazzo di Alvito (1858), con uno sviluppo tipicamente ottocentesco, al pari del principale nucleo della biblioteca. Tuttavia, esso conserva anche carte risalenti alla seconda metà del XVIII secolo. Seguendo le sorti dell’edificio e delle vicende della casata, la documentazione interessa, principalmente, la vita e l’opera di Pietrantonio Sipari seniore (1796-1864), dei suoi figli, Francesco Saverio (1828-1874) e Carmelo (1832-1905), fino ai discendenti diretti di quest’ultimo, oggi ultimi rappresentanti della storica famiglia originaria di Pescasseroli. Sono, altresì, ampiamente testimoniati i rapporti economico-sociali sviluppatisi nell’ambito tanto della transumanza tra Abruzzo e Puglia (Ricciardelli di Pescocostanzo, Cappelli di San Demetrio ne’ Vestini, Di Rienzo di Scanno), quanto dell’agricoltura e dell’industria cartaria del Lazio meridionale (Lucernari di Pontecorvo e Visocchi di Atina). La storia della casata è stata illustrata da Benedetto Croce, figlio di Luisa Sipari (a sua volta figlia di Pietrantonio seniore), nella monografia di Pescasseroli del 1922 (poi collocata in appendice alla «Storia del Regno di Napoli»), che per alcuni capitoli ha utilizzato fonti conservate in Alvito. L’AFS dispone anche di una ricca sezione fotografica (ultimo trentennio dell’800/primo trentennio del ‘900). Di essa si segnalano i fondi “Pietro Di Rienzo”, con testimonianze sulla caccia reale all’orso del 1899 e sui paesaggi dell’Alta Val di Sangro, e “Gianna e Teresa Vannicelli Casoni”. L’AFS è stato ordinato tra il 1997 e il 1998 da Lorenzo Arnone Sipari, che ne ha successivamente curato la stesura del relativo inventario. È stato dichiarato d’interesse storico particolarmente importante con Decreto della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio del 19 settembre 2012.